Caputi: "Non credo vedremo una Juve come il Napoli di Sarri. Lazio pericolosa. Sul Pallone d'Oro..."

06 dic 2019 17:00Altre notizie

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Terzo Tempo’, è intervenuto il giornalista e telecronista Massimo Caputi: “Se ho un rimpianto nella mia carriera è quello di non aver mai potuto dire ‘campioni del mondo’. Ci sono andato molto vicino”.

Sul modulo della Juventus: “Io non credo che si possa cambiare sistema, in questo momento il rifinitore non c’è, l’unico che ne ha le caratteristiche è Ramsey che ha giocato poco. Potrebbe essere più consono un 4-3-3, ma Sarri ha dato dimostrazione di saper cambiare a seconda delle caratteristiche dei giocatori. Io credo che uno dei problemi veri della Juventus possa essere quello di riuscire o di non riuscire a far giocare contemporaneamente Higuain, Dybala e Cristiano Ronaldo che sono fortissimi e con caratteristiche diverse, ma non sono giocatori da 4-3-3 classico, quindi comunque devi inventarti qualcosa”.

Vedremo mai una Juventus come il Napoli sarriano? “Non credo vedremo una Juventus che giochi come quel Napoli, soprattutto per le caratteristiche dei giocatori. Credo anche che quel Napoli era una squadra fatta di giocatori piccoli, rapidi, veloci, cosa che non è la Juventus che ha un dinamismo diverso. Credo che con Cristiano Ronaldo quel tipo di gioco sia difficile da fare, è un giocatore difficile da inquadrare in quella tipologia di movimenti. Quel Napoli è piaciuto a tutti, ma è altrettanto vero che ogni squadra può avere caratteristiche differenze. Io credo che ci sarà una Juve che giocherà un bel calcio. Sicuramente possiamo dire che ci sta volendo più tempo di quello che immaginavamo”.

Sulla Lazio: “I pericoli veri secondo me sono Correa e Luis Alberto più che Immobile, che un bomber incredibile. La pericolosità, l’estro, l’imprevedibilità la Lazio la ottiene grazie a questi calciatori. È una squadra che sta giocando bene, può mandare fuori di testa nello stretto qualunque avversario. È l’avversario peggiore, ma è anche quello che ti permette di capire se sei la squadra più forte del campionato se in situazioni come questa trovi la forza mentale e tecnica. Serve una Juve attenta in fase difensiva e non mi riferisco ai difensori, ma ai centrocampisti”.

Sul Pallone d’Oro: “Sono rimasto molto deluso, mi è sembrato più un premio alla carriera che non al miglior calciatore dell’anno. Se fanno un anno Messi e un anno Ronaldo non sbagliano mai, ma a questo punto non ho capito perché Messi e non Ronaldo. Io l’avrei dato a un giocatore del Liverpool, magari ad Alisson anche se i portieri non vanno molto di moda. Io comunque avrei scelto Van Dijk, è stato il migliore nel suo ruolo. È antipatico quello che è accaduto, le polemiche non fanno mai bene, ma il Pallone d’Oro ha un senso se viene dato a un calciatore che rappresenta l’andamento della stagione. Messi è il simbolo di un Barcellona che è stato eliminato due volte dalla Champions League in maniera clamorosa e non è mai stato protagonista nella sua Nazionale”.

Clicca sul podcast in calce all’articolo per l’intervento completo.


Massimo Caputi ai microfoni di "Terzo tempo" con Marco Spadavecchia e Alberto Mauro. © registrazione di Radio Bianconera

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